Lampi e risvegli


Un lampo improvviso.
Luce accecante, poi il risveglio. Una spiaggia sconosciuta e silenziosa e luminosa. Non posso tenere gli occhi aperti se non proteggendoli con la mano. Sembra che tutti i colori si siano concentrati in quella luce.
Un altro lampo improvviso. Lampi e risvegli. Apro gli occhi, dove sono? Attimi di smarrimento… ora capisco… l’angolo di una strada, in prossimità di un crocevia… non riconosco quella strada, non ho riferimenti per individuarla, vagamente mi ricorda una strada di Parigi, la struttura architettonica mi sembra già vista in altri luoghi; forse una città del sud america, le voci che si rincorrono e animano la strada, una lingua latina, ma perché penso al sud america? Forse per quei suoni che volteggiano nell’aria… sono veri o solo suggestione? Suoni lontani… provengono da quella strada… quel ritmo… veloce, lento lento, veloce, lento.
Un lampo ancora. Colori abbaglianti, i colori vividi del tramonto, arancione e giallo… e blu… Sono ancora qui. Muovo verso quei suoni, ora distinti, non più vaghi suoni lontani, quella porta… entro nel locale, investito dai riflessi che provengono da tutti quegli specchi che tappezzano le pareti… quei suoni… dietro quella porta… apro e mi accoglie un ambiente in leggera penombra, tavolini e sedie, poca gente che non mi degna di uno sguardo, concentrati verso il centro della sala, un uomo vestito di nero, una donna fasciata di velluto nero e raso rosso, in abito lungo, che ballano quella musica. Occhi che sfiorano labbra, corpi indistinti, visi che si incontrano, gambe che si incrociano.
Un lampo. Due lune. Doppia crescente avanti le nuvole. Nasi adunchi. Gentiluomini impomatati. Ballerine sinuose. Due lune. Che strano, ci sono due lune.
La donna si lascia condurre, due come fossero uno, gambe velate che s’intuiscono dal vestito che poggia morbido. Labbra rosso fuoco. Occhi scintillanti nella penombra e suoni che scorrono fluidi. Sembra dissolversi, quella musica, come quei fiumi sotterranei che misteriosi ci scorrono sotto i piedi e poi riemergono inaspettati, poi continua. Continua.
Mi siedo al bancone, profumo di menta dal mio mojito, piacevole sensazione di freddo in questa atmosfera fumosa e calda…
… camminavo sulla spiaggia e ho visto quell'insegna discreta… una mia amica mi aveva parlato di quel locale, ha detto che mi sarebbe piaciuta l'atmosfera di quel posto…
Aveva ragione Mag… la mia serata al Palom Bar.


RebusRebus