Pomeriggio al Palom Bar


Io non ci vado mai, fuori.
Non accade che mi sieda in riva al mare diversamente da sulla sabbia, sugli scogli, o sul muretto.
Oggi pomeriggio si, piove cosi tanto...che voglio guardare il Palombar da dentro.

L'unico bar che frequento è quello della stazione.
Una schifezza di posto.
La mia coincidenza impiega 35 minuti.
Troppo lunghi da passare in piedi, senza fumare, e se fanno 3 gradi poi.
Cosi adesso esco dalle mie righe, e mi siedo qua.

Un mondo parallelo questo. Non esplicito e fastidioso come la scuola, la chiesa, il palazzo della Provincia.
O la casa dei miei. Che esplicita proprio non è, ma fastidiosa si, tanto. Barocca.

A Roma andavo in un posto...sulla spiaggia anche lui. Non aveva il mistero che avete voi però era un bel posto dignitoso, c'era un pontile da percorrere che si snodava fra le dune, la sabbia era tiepida e
fine, e il pontile, nuovo com'era, odorava di mordenzante.
Vorrei ci fosse uno di quei temporali estivi, che tanto bene mi distraevano. Quelle nuvolone cariche, e brontolii cupi. Con i piedi sulla ringhiera che dava sul mare. E un cappuccino.

- Un cappuccino, per cortesia.

Caro Palombar (penso) mi sembri accogliente ma non ruffiano, (constato)
E' solo un bene che tu sia virtuale. Peccato che qualcuno ti abbia già inventato, perché mi sarebbe piaciuto farlo io (invidio).

- Grazie. Che, per caso ha del dolcificante?

C'è quiete qua. Una quiete indolente e metidabonda. Anche i baristi, sono presi da pensieri lontani...mi piace la malinconia negli esseri umani gentili (guardo).

L'agenda bordeaux. Scribacchio a matita nell'agenda. Poi se è il caso cancello, oppure riporto da qualche parte, una volta a casa.
Casa. Chissà dove abitano i baristi (mi chiedo). Forse nel paese a mezza collina.
Forse, invece, nella cittadina che sembra come sorridere, quando la visiti.
E' un'impressione da turista (valuto).

Ne ordino un altro? (mi domando). No, vado via cosi` assaporo il momento nel suo finire.

- Quanto le devo?


OgniDove