La bestia sconfitta


Maliconia grigionera stringeva tempie ed anima.
Mi guardo intorno e le cose appaiono aliene e spente, anche quelle care.
Mosconi ronzano nella pancia, un'ultima zanzara stronza ronza intorno a me
cercando un tepore che non trova. La malinconia s'accende di rabbia,
s'infuoca di rosso che non erutta in colate laviche liberatorie.
Respiro lento, cerco il ritmo buono del sangue, scavo verso il nucleo mio
forte, trovo verde bile immotivata o motivata di tanti diversi rabbiosi
dolori, di tante diverse mancanze, assenze di bellezza, assenza di
condivisione, assenza di complicitą amica.
Guardo il libro aperto accanto al letto, guardo il telefono sullo sgabello.
Apro il frigo, bianco gelido mi respinge.
Accendo il Mac, commenti stronzi nel blog.
Mosconi sempre pił neri continuano a ronzare nella pancia, conati di rabbia
salgono grevi e diventano nausea.
Clicco sul pappagallo pinto e dipinto. Entro. Nessuno al banco, uno sguardo
mi sfiora. Siedo pesante sullo sgabello, grugnisco un saluto forzato, stiro
un sorriso che nessuno vede.
Le mani sulle tempie tracciano ghirigori che nulla propiziano.
Una mano allunga tequila, sale e limone.
Chiudo gli occhi, succhio il limone, lecco il sale sul dorso della mano,
agua caliente trasparente sulle labbra e poi veloce gił gił ammazza ammazza
ammazza livore. Alzo gli occhi, Nessuno sorride, una mano sulla spalla, un
braccio intorno alla vita, dolcemente lievemente mi conducono in un caminito
e trovo battito di sangue, rosso buono che scorre con ritmo di natura e di
magia. Alzo gli occhi ed un volto che non so mi guarda complice ed amico.
Leggera come non sono ballo suono antico con sapore di donne amanti di
uomini amanti. Braccia forti e discrete stringono e guidano, piedi scivolano
e battono il pavimento. Musica dentro, musica intorno, occhi chiusi, colori,
odori.
La bestia sconfitta, malinconia canta sapore buono di male di vita.


MariaPrivi