Carambole


Svegliarsi con gli artigli di un pappagallo piantati in un ginocchio e con i suoi occhietti lucidi e il becco d'ebano, di sbieco, quasi ammiccante, a pochi centimetri dal viso. Stropicciata. La pelle già intiepidita dal sole ancora basso. Tirarsi su a sedere sulla sabbia finissima, impalpabile al punto da non pizzicare nei jeans. Scrollarsi un po'.. no, meglio sfilarsi i jeans e fare il primo tuffo del primo giorno di permanenza in questa piccola isola a forma di cuore spezzato.. quale meta migliore, per questa prima vacanza in solitaria?
Bisognava arrivare fin qui, farsi strapazzare dalle ore di aereo, dal fuso orario, dal viaggio in un barcone scalcinato, per riuscire a dormire così profondamente. E dire che non doveva ridursi a una passeggiata sulla spiaggia e a una lunga dormita, la serata.
Volevo fare baldoria. Festeggiare la ritrovata libertà e commemorare la perdita di una fettina di cuore. E sapevo dove e come farlo. A Crisopoli era bastato fermarmi a mangiare un boccone e chiedere informazioni col mio spiccato accento italiano per sentirmi chiedere se conoscessi i due di Ilha Quebrada, la loro musica e lo speciale liquore di canna da zucchero che servivano nel loro Palom Bar. No, non li conoscevo, ma sembravano fare al caso mio. Perciò, eccomi qua, sull'Isola Cuore Spezzato, nei vestiti spiegazzati, che sorrido a un pappagallo. Dove sarà poi, questo Palom Bar? E soprattutto (visto che è troppo tardi o troppo presto per assaggiare il famoso liquore..) questi due si ricorderanno ancora come si fa un buon caffè italiano?
Il pappagallo sembra avermi letto nel pensiero, sradica finalmente gli artigli dal mio ginocchio e si alza in volo. Flap flap.. lento, un po' vecchiotto, ma ancora bello.. mi alzo, arrotolo un po' i jeans sopra le caviglie e lo seguo. Andiamo avanti per un bel pezzo, e dietro ogni palmizio, oltre ogni sporgenza della costa cerco il Palom Bar.. o un qualunque altro segno di vita umana sull'isola. A un tratto mi pare di sentire voci di bambini, in lontananza, e una voce adulta che dice "Carambole".. ma non mi fido troppo delle mie percezioni, il sole picchia già forte e la sete si fa sentire. Infine arriviamo. Palom Bar.
Il pappagallo si posa sulla spalla massiccia di una matrona dal volto severo, seduta all'ombra di una veranda, intenta a pelare pomodori.. pomodori?? Avevano ragione a Crisopoli, devono esserci degli italiani qui. La signora chiama Naku la mia guida pennuta e le offre un pomodoro. Non trattiene un quasi impercettibile sorriso. Naku sembra gradire il cibo esotico. Senza fretta si alza dalla sedia a dondolo e si scuote via dal grembiule le bucce di pomodoro: "Che hai raccolto sulla spiaggia stavolta, Naku?". Mi fa un cenno di saluto, sorrido, dice "prego", scosta la tenda per lasciarmi entrare. Il locale è arredato in modo semplice, con gusto, è accogliente, inondato di luce. Legno di cocco, bambù, vimini.. a un tratto la voglia di caffè si tramuta in desiderio di un buon latte di cocco dissetante. Me lo serve una bellissima e silenziosa ragazza, che subito riprende a lavare bicchieri voltandomi le spalle e facendo ondeggiare un po' la lunga treccia nera lucente che le sfiora il fondoschiena. Mi assesto su uno sgabello alto vicino al bancone e pesto inavvertitamente qualcosa col piede nudo. Un pastello a cera. Sollevo lo sguardo. Tavolini traboccanti di disegni infantili, pastelli, tempere.. Incuriosita, mi guardo un po' intorno. Mi divertono i disegni dei bambini.. pesci giganti, una grassona accigliata in cui mi sembra di riconoscere la signora che mi ha accolta nel bar, una ragazza dai capelli lunghi e neri circondata di cuoricini, due omini con delle bottiglie in mano, ancora i due omini riproposti in tutte le salse.. un angolino di foglio attira la mia attenzione. Tiro fuori dal mucchio un disegno per nulla infantile, anzi.. davvero bello. Raffigura proprio lei, la ragazza dalla lunga treccia, di spalle, nell'atto di versare qualcosa, forse proprio latte di cocco, da una grande anfora. Al posto dell'abitino a fiori che indossa ora, porta una lunga tunica bianca, regale.. è una dea. Sorseggio il latte di cocco rapita da quell'immagine, mentre voci di bambini, risate, si fanno più vicine e fuori dalla finestra una sagoma d'uomo con le braccia piene di frutta, carambole, si staglia sempre più nettamente contro il sole.



Kiaraik